Coronavirus, "Unione Europea: Ultima chiamata". - di Gianni Miasi

Coronavirus, "Unione Europea: Ultima chiamata". - di Gianni Miasi

Chi più chi meno (per i meno è solo questione di tempo) tutte le nazioni europee sono state aggredite dal coronavirus.

E’ una guerra globale contro la quale serve un fronte unito e compatto con misure efficaci su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Alcuni stati (Francia, Germania, Olanda e stati scandinavi in testa) mostrano di non avere compreso la gravità ed eccezionalità del momento e, come al solito, si muovono in ordine sparso cercando (magari non lo dicono ma sono pronti a farlo) di trarre dalle difficoltà dell’Italia un qualche profitto.

Ancora non si è compreso che il mondo basato sugli algoritmi, sulla supremazia della finanza sull’economia reale (quella che lavora e produce) si avvia al tramonto e che, fortunatamente, l’uomo ricomincia ad essere la figura centrale dell’universo e che mettere il denaro al posto dell’uomo è semplicemente criminale e, alla lunga, privo di senso.

Certo che fa effetto vedere la Cina che ci da due milioni di mascherine, mille respiratori che possono contribuire a salvare mille vite umane, dei medici specialisti mentre nessun segnale di solidarietà viene dall’Europa.

Sarà un miracolo se ci concederanno di sforare il tetto del 3% di deficit (che poi ci faranno pagare salato) per affrontare l’emergenza.

Sarei più che contento se il nostro governo, che purtroppo va a rimorchio dell’opposizione e non comprendo il perchè, dicesse a chiare lettere all’Europa, con forza e battendo i pugni sul tavolo, che questa è l’occasione per istituire, finalmente, un superministro della sanità che coordini gli interventi in tutti gli stati dell’Unione e dia direttive univoche sul come affrontare il coronavirus e come sconfiggerlo.

Quanto sarei contento di vedere un presidente del consiglio dei ministri che, invece di parlare come un professore universitario che non crede neanche lui a ciò che dice, tirasse fuori il cuore, se lo mettesse in mano, e ci dicesse: il momento è grave ma non ci scoraggiamo, i sacrifici che facciamo attualmente sono per garantire la vita ai nostri figli e parenti, supereremo questo momento buio con la fede nelle nostre forze e, se ci crede, con l’aiuto di Dio ed indicasse all’Europa la strada da seguire.

Lo sentiremmo più vicino alle nostre ansie e paure; mi verrebbe da dire: come uno di noi che lotta assieme a noi per la salvezza comune.

Pensate come sarebbe bello ed efficace: una unica autorità che coordina tutti i ministri della salute dell’Europa e che detta regole univoche per tutti.

Se per contrastare il coronavirus è necessario chiudere tutto ( negozi, bar, luoghi di ritrovo etc) lo si faccia senza indugio in tutta Europa: solo così potremo avere una concreta probabilità di uscire indenni da questo morbo.

Il numero di coloro che hanno contratto il coronavirus, ad oggi, in Italia, è attualmente di 10.000= unità: da qui ad una settimana sarà, continuando così il trend, di 40.000= contagiati.

Se pensiamo che i virologi ci dicono che il picco si avrà tra non meno di 15 giorni, vi risparmio il conteggio; fatelo da voi sapendo che ogni giorno i contagiati crescono del 25%.

Ecco perché il nostro governo, debole per quanto vogliamo ma, ancora con tratti di umanità, ha una occasione unica ed irripetibile: mettere l’Europa con le spalle al muro e costringerla ad assumere decisioni comuni e vincolanti per tutti; decisioni che non pretendano il rispetto del bilancio ma quello, molto più importante, della vita umana.

Se così non sarà assisteremo, più prima che dopo, al crollo dell’Europa e del sogno di una nazione unica fondata sulla unità nelle diversità.

Saluti

Gianni MIASI

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