Coronavirus: "Massima attenzione ma non solo" - di Gianni Miasi

Coronavirus: "Massima attenzione ma non solo" - di Gianni Miasi

La situazione in Italia, a quello che vediamo e sentiamo tutti, si aggrava e cambia, di ora in ora.

Il numero dei contagiati comincia a salire come quello dei morti.

Le autorità da un lato ci dicono che il coronavirus non è pericoloso ( nonostante i morti) dall’altra cominciano ad imporre misure di sicurezza sempre più stringenti e raccomandano di evitare i luoghi affollati e tutte le situazione che possono costituire, anche potenzialmente, motivo di contagio.

Per conto mio penso che le   autorità , per una volta, si siano mosse, con efficienza e tempestività, ma non ci abbiano detto tutta la verità, ammesso che loro la sappiano.

Non sappiamo, ad esempio, se effettivamente il coronavirus sia il prodotto di un esperimento di laboratorio sfuggito di mano o davvero possa essere fatto risalire agli animali.

In questa incertezza non sappiamo proprio come comportarci .

Per non sbagliare aumentiamo le procedure di contrasto come il lavare le mani frequentemente, evitare di avere contatti ravvicinati con persone che hanno tosse e/o febbre, starnutire a distanza e così via.

Spiace constatare come, a fronte di un comportamento più che dignitoso delle strutture burocratiche ( protezione civile, medici virologi, scienziati), la politica non perda occasione per dare il peggio di se stessa anche in questa occasione e di fronte al pericolo di un contagio di massa, potenzialmente gravissimo, in un momento in cui occorrerebbe fare fronte comune senza distinzione di casacche o ideologie, scoppiano le liti da cortile e gli insulti.

Non c’è nulla in me più lontano, ad esempio, di come la pensa il senatore Salvini su tantissime cose, ma non posso non rimanere esterrefatto al vedere e sentire che siccome egli ha detto che bisognerebbe blindare i confini e sospendere schengen ( ossia il trattato di libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione Europea) una ministra gli abbia dato dello sciacallo quasi che avesse speculato su chissà cosa.

A mali estremi rimedi estremi: se il contagio viene da fuori abbiamo il dovere, in via temporanea ma inderogabile, di blindarci, di impedire che viaggiatori inconsapevoli provenienti da paesi stranieri portatori sani di coronavirus possano infettarci.

Che lo abbia detto il senatore Salvini o lo avesse detto, ad esempio, un senatore dei 5 stelle o del PD, non avrebbe fatto alcuna differenza : se dobbiamo difenderci non conta certo il vestito ma le azioni concrete.

Vorrei dire ai politici: almeno in questa occasione, nella quale rischiamo, indistintamente, tutti, siate seri ed evitate le pagliacciate.

Saluti cordiali.

(Gianni MIASI)

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