Assolto Cateno De Luca. Finisce un calvario giudiziario durato nove anni

Assolto Cateno De Luca. Finisce un calvario giudiziario durato nove anni

“Si chiude una storia, sicuramente brutta ma con un lieto fine”. Commenta così il sindaco di Messina e della Città Metropolitana Cateno De Luca subito dopo il verdetto della Corte d’Appello (presidente Celi) che nel processo noto come “Sacco di Fiumedinisi” lo ha visto imputato, insieme ad altre nove persone. Oggi, dopo quasi nove anni, si chiude il calvario giudiziario di Cateno De Luca.

Arrestato il 27 giugno del 2011, alle ore 21.45, al termine di un consiglio comunale quando era sindaco a Fiumedinisi, ha dovuto affrontare ben 17 processi. I giudici hanno rigettato la richiesta di condanne chieste dalla Procura di Messina che, in particolare, aveva sollecitato ai giudici la pena a 4 anni e 4 mesi per De Luca per il reato di induzione indebita in peculato, così come era stato inizialmente contestato alla Procura in primo grado, e che il Tribunale nella sentenza del 2017 aveva invece derubricato nell’accusa meno grave, consentendo così la prescrizione.

“Non auguro a nessuno continua il primo cittadino messinese di trovarsi nella situazione che ho attraversato. Mi auguro che quelle forze politiche che hanno sfruttato, qualificando impresentabile tutti i candidati che erano stati destinatari di un avviso di garanzia, che prendano ad esempio la conclusione di questa vicenda”. Ho fatto tutte le campagne elettorali sempre con questa ignobile accusa di essere un impresentabile per i processi in corso. Bisogna essere garantisti sempre perché la giustizia prima o poi nei vari livelli di giudizio Questo conferma se in una dialettica vuoi sconfiggere il tuo avversario lo devi saper fare con argomenti politici e mai tirare in ballo delle vicende che come nel mio caso si sono chiuse, anche in appello, a mio favore. Ringrazio il collegio - conclude - sia di primo che di secondo grado che ha guardato realmente con distacco tutta la mia vicenda nonostante io ho tenuto testa in tutto il dibattimento. Lo conferma il fatto che non sono mai mancato ad un’udienza ed oggi sono venuto in tribunale ad attendere, a testa alta, il verdetto perché dai processi non si scappa nei processi ci si difende ed è quello che ho fatto da uomo delle istituzioni. Prima o poi, se sei una persona innocente, il risultato positivo arriva. Meno male che non ho ascoltato le sirene che mi consigliavano, nove anni fa, di aspettare la conclusione dei miei procedimenti per continuare il mio percorso politico. Chi mi avrebbe restituito gli anni persi?”.

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