Si è concluso il Convegno Nazionale sul Termalismo tenutosi ad Alì Terme

Si è concluso il Convegno Nazionale sul Termalismo tenutosi ad Alì Terme

Si è concluso il Convegno Nazionale sul Termalismo tenutosi ad Alì Terme

Quello che sembrava una chimera, un ostacolo insormontabile al limite dell’arduo e dello spericolato – quando per la prima volta l’assessore al ramo Di Blasi del centro termale aliese ne espresse il desiderio di volerlo organizzare - è stato di fatto realizzato. Per la prima volta ad Alì Terme. Un convegno nazionale ove esperti del settore, medici, amministratori di centri termali, politici sensibili al tema delle proprietà delle acque termali, membri di associazioni all’uopo quali Federterme e A.N.Co.T.

si sono confrontati offrendo ciascuno la propria esperienza, le proprie idee per lo sviluppo del termalismo. Dopo la giornata propedeutica di ieri sabato 13 ottobre, in data odierna gli ospiti si sono dati appuntamento nella Sala Maggiore del Circolo di Cultura “Micio Garufi” per un articolato confronto sul termalismo diviso in varie sezioni, politica e di merito la prima, scientifico/medico la seconda. Interessanti gli argomenti trattati che hanno spaziato fino a toccare l’intera problematica inerente il settore turistico in Sicilia. Intensificare le sinergie e le collaborazioni a tutti i livelli ha auspicato l’Assessore al termalismo Agata Di Blasi; Il senatore viterbese Fusco dopo aver lodato l’organizzazione di siffatto convegno, lustro per Alì Terme e per tutta la Sicilia, ha puntato l’attenzione sul concetto che un maggiore utilizzo delle acque termali corrisponde alla lunga a un minore aggravio sulla spesa sanitaria in quanto permeate da una indubbia caratteristica legata alla prevenzione circostanza che dovrebbe indurre a fare un minuzioso censimento di ogni angolo della nostra terra ove insiste anche un piccolissimo zampillo di acqua termale per sfruttarne le proprietà. E poi, anche se il refrain è datato, individuare nel termalismo uno sbocco per far ripartire il lavoro e l’occupazione. Gli ha fatto eco l’On. D’Uva che partendo dal parallelismo con le leggi attualmente allo studio in Parlamento aventi come finalità quelle di immettere liquidità in circolo lo stesso a cascata potrebbe verificarsi per le strutture termali che potrebbero così trasformarsi in fucine di nuove assunzioni. L’On. Elvira Amata, in maniera molto più pragmatica, ha frenato gli entusiasmi in quanto ha ricordato che lo sviluppo è strettamente legato al territorio. Se c’è criticità del territorio e delle infrastrutture gli ostacoli per lo sviluppo del termalismo in Sicilia continueranno a permanere. L’Assessore Regionale al turismo Pappalardo, dopo aver enumerato noti e meno noti primati della Sicilia come potenziale ambitissima meta turistica ne ha tuttavia tracciato alcune direttive da seguire per migliorarsi ancora: acquisire una maggiore credibilità nazionale e internazionale, puntare alla destagionalizzazione (attingendo dal turismo religioso, bellico etc…) e alla fidelizzazione cioè far sì che un turista se viene una volta in Sicilia deve volerci tornare ancora. Di rilievo anche gli interventi del presidente di Federterme Costanzo Jannotti Pecci che ci ricorda che quello legato al termalismo è un turismo “lento”, nel senso nobile e culturale del termine e non sarebbe male istituire il “treno storico delle terme” come mezzo per raggiungere le stesse godendosi appieno anche le tappe intermedie. Ma tanti e d’interesse sono stati gli interventi di giornata per un week-end che nonostante il meteo avverso ha sancito una pagina storica per Alì Terme.

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