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Il ricordo di Carmelo La Fauce dell'avv. Paolo Turiano

Il ricordo di Carmelo La Fauce dell'avv. Paolo Turiano

Il ricordo di Carmelo La Fauce dell'avv. Paolo Turiano

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            La notizia è arrivata nella tarda mattinata di ieri, improvvisa e terribile: è morto Nasser! In un primo momento nessuno di noi vi ha creduto.

Quel piccolo uomo, che in realtà si chiamava Carmelo La Fauci, sembrava infatti  essere immune dal trascorrere del tempo, sempre uguale e sempre presente nella vita di S.Teresa. Purtroppo la notizia era vera e, con grande tristezza, ne abbiamo dovuto prendere atto.

 Nasser era indubbiamente un personaggio.

 Forse non tutti ricordano che nella sua vita “normale” faceva il panettiere, ma, nella vita “vera”, quella che per lui e per noi contava, aveva due grandi passioni: il calcio e la politica.

Aveva fatto il massaggiatore di tante squadre della riviera jonica ma certamente gli era rimasta nel cuore l’esperienza vissuta alla fine degli anni Sessanta con la mitica Olimpia di S.Teresa che, per anni, tenne alto il nome della nostra cittadina laureandosi più volte campione provinciale e sfiorando il titolo regionale .

Come non ricordare il vorticoso mulinare della sue non lunghe gambe quando, scattando dalla panchina, andava a soccorrere un calciatore infortunato con l’immancabile secchio dell’acqua da cui riusciva a non far fuoriuscire neanche una goccia del prezioso liquido!

Era anche un grande tifoso della Juventus ( e come poteva essere diversamente!) di cui ricordava tutte le formazioni anche di  molti anni prima.

Allo stesso modo partecipava, con grande passione e spesso con altrettanta benevola animosità, alla vita politica del nostro paese, parteggiando apertamente, come era sua abitudine, una volta per l’uno una volta per l’altro candidato alle elezioni.

Purtroppo in questo campo non fu mai fortunato perché i suoi candidati raramente ebbero la ventura di uscire vincitori nelle varie consultazioni.

Era, comunque, come già detto, sicuramente un personaggio che tutti conoscevamo e cui tutti volevamo bene perché, nonostante alcune manifestazioni del suo carattere, era sempre sincero e spontaneo ed attirava su di sé grande affetto e grande simpatia.

Oggi, trascorsi ormai cinquant’anni, mi piace immaginare che, indossata la sua tuta e con il secchio in mano, sia pronto ad intervenire in aiuto dei “suoi” ragazzi come Peppuccio Bellomo, Piero Vernuccio, Melo Ricciardi e Cosimo Rigano che purtroppo lo hanno preceduto e che, insieme a lui, rimangono vivi nel ricordo di quella indimenticabile esperienza.

Buon Natale Nasser, ci mancherai!

 

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