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Bilancio dei carabineiri: arrestati oltre cento appartenenti a consorterie criminali. Denunciati 140 automobilisti per uso di cellurare alla guida.

Bilancio dei carabineiri: arrestati oltre cento appartenenti a consorterie criminali. Denunciati 140 automobilisti per uso di cellurare alla guida.

Bilancio dei carabineiri: arrestati oltre cento appartenenti a consorterie criminali. Denunciati 140 automobilisti per uso di cellurare alla guida.

 

 

Questa mattina presso il Comando Provinciale Carabinieri di Messina, il Colonnello Iacopo MANNUCCI BENINCASA ha incontrato i rappresentanti della stampa del capoluogo e della Provincia per uno scambio di auguri. Nell’ambito dell’incontro sono state ricordate alcune delle principali attività condotte dai militari del Comando Provinciale in città ed in Provincia.

L’operazione “DOPPIA SPONDA” nel mese di gennaio in cui è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 soggetti, ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e altri reati.

L’operazione “NEBRODI”, nel mese di febbraio, in cui è stata data esecuzione ad un decreto di Fermo della D.D.A. di Catania a carico di 9 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di appartenere alla articolazione di cosa nostra etnea operante nei comuni di Bronte, Cesarò e Maniace, nonché di essere autori di atti estorsivi aggravati dal metodo mafioso.

L’operazione “BETA”, nel mese di luglio, in cui è stata data esecuzione ad un’ordinanza cautelare a carico di 30 appartenenti ad una consorteria criminale, collegata alla famiglia mafiosa catanese “Santapaola-Ercolano”, ritenuti responsabili – a vario titolo –  di associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, corruzione, riciclaggio, detenzione e porto abusivo di armi, organizzazione di corse clandestine di cavalli, esercizio di giochi d’azzardo, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, rivelazione di segreto d’ufficio e altro, tutti aggravati dal metodo mafioso.

L’operazione “FIORI DI PESCO”, nel mese di novembre, culminata con l’esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 persone appartenenti ad una consorteria criminale riferibile al “clan BRUNETTO”, egemone nella fascia ionica della  provincia – in particolare nella valle dell’Alcantara – e collegata alla famiglia mafiosa catanese “Santapaola-Ercolano”, ritenute responsabili – a vario titolo – di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento seguito da incendio e traffico di sostanze stupefacenti.

L’operazione “PATHOLOGY”, di appena due settimane fa, con l’esecuzione di una ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti di 33 soggetti, ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, truffa aggravata ai danni ai danni dell’INPS, falsa perizia, falso in atto pubblico e altro, e contestualmente sono stati notificati 69 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati.

 

Le indagini a seguito dell’omicidio di SCIPILLITI Roberto, avvenuto a Savoca (ME),  svolte in poco più di un mese che hanno condotto all’esecuzione di un provvedimento cautelare a carico dei due presunti autori, uno dei quali era peraltro latitante, poiché gravemente indiziati di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere.

 

Un particolare menzione merita l’attività di indagine svolta a seguito del ferimento, avvenuto il 22 luglio  di una donna che occasionalmente si trovava all’esterno del locale discoteca “M’AMA”.

Il fatto per le suo modalità ha prodotto un particolare allarme sociale e la risposta è stata particolarmente rapida ed efficace, permettendo di individuare, in pochissimo tempo,  i due autori i quali pressati dalle serrate ricerche si sono costituiti. La bontà delle indagini svolte in  piena sinergia con la Procura della Repubblica ha portato già ad una loro condanna nel primo grado di giudizio e questa attività rappresenta certamente un esempio di efficienza del sistema di contrasto in questa città.

 

L’impegno per il vertice dei capi di Stato e di Governo del G7 è stato un banco di prova per gli oltre duemila Carabinieri, provenienti da tutta Italia che, insieme agli appartenenti alle altre forze di Polizia ed alle Forze Armate impegnate, hanno fornito il loro apporto di professionalità e competenza al dispositivo di sicurezza organizzato che ha funzionato con efficienza e efficacia che sono state motivo di unanime apprezzamento.

 

A margine dell’incontro il Comandante Provinciale ha voluto porre l’accento sui risultati della campagna di sensibilizzazione avviata da settembre dai Carabinieri di Messina in relazione alla sicurezza stradale.

Il focus sui comportamenti che possono rendere molto gravi le conseguenze di sinistri stradali anche banali  è stato avviato in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico. Infatti spesso, i ragazzi, i genitori o i nonni sono più preoccupati di giungere a scuola in orario, piuttosto che di arrivarci in sicurezza ed è allora che si assiste a tutto un campionario di violazioni apparentemente innocue ma di fatto pericolosissime: si va dalle vetture in movimento con bimbi in piedi sul sedile anteriore o tenuti in braccio dallo stesso guidatore, al genitore che porta con sè il figlio senza casco o più di un figlio sul ciclomotore. Molti giovani scooteristi, poi, non calzano il casco in maniera corretta o non lo allacciano, per non parlare di coloro i quali usano modelli non omologati. Si ricorda che il casco, per essere efficace, deve essere aderente alla testa, della corretta taglia, sempre ben allacciato e del tipo omologato cioè che abbia superato tutti test previsti dalle normative vigenti: solo così può assolvere efficacemente al compito.

E’ stata data, pertanto, massima attenzione ai controlli sul corretto uso delle cinture di sicurezza e degli altri sistemi di ritenuta previsti dalle norma (seggiolini, in primis) e sul corretto uso del casco da parte dei motociclisti ed analoga attenzione è stata indirizzata verso l’utilizzo degli smartphone da parte dei conducenti di veicoli. Questi apparecchi, infatti, sono oggi il principale motivo di distrazione per i guidatori e la distrazione è certamente tra le prime cause di incidentalità.

Dall’avvio della campagna di sensibilizzazione, i reparti del Comando Provinciale che operano nel capoluogo hanno elevato in città per questa tipologia di infrazioni (guida senza casco, guida senza cintura o di sistemi di ritenuta e uso del cellulare alla guida – sanzionate, rispettivamente, dagli artt. 171, 172 e 173 del Codice della Strada) complessivamente oltre 500 infrazioni di cui:

255 per guida senza casco;

165 per guida senza cintura o senza sistemi di ritenuta;

140 per uso di cellulari alla guida.

Quest’attività è stata svolta non con l’esclusivo intento di elevare una sanzione amministrativa, ma anche e soprattutto per contribuire in modo significativo all’educazione stradale dei cittadini messinesi, al fine di tutelare la loro stessa incolumità. 

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