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Elipista del G7, è scontro totale tra Comune e Soprintendenza: sarà una sconfitta per tutti?

Elipista del G7, è scontro totale tra Comune e Soprintendenza: sarà una sconfitta per tutti?

La Soprintendenza vuole che venga smantellata e il Comune punta alla conferma definitiva: è braccio di ferro sull'elipista di contrada Bongiovanni. L'opera venne realizzata in vista del G7 del 26 e 27 maggio scorso su iter disposto dal Governo italiano e con interventi poi fatti eseguire all'Aeronautica Militare. A distanza di pochi mesi è scontro aperto tra la Soprintendenza che ritiene "abusiva" l'elipista e ha intimato lo smontaggio in 60 giorni, ritenendo che l'autorizzazione venne data solo in via provvisoria, mentre il Comune si è posto l'obiettivo di mantenere l'elisuperficie in forma definitiva.

L'opera, unitamente a quella che era stata approntata per quei giorni in via provvisoria in contrada Piano Porto (smontata poco dopo il G7), ha avuto un costo complessivo di Un milione e 800 mila euro circa. Nel febbraio 2017, in previsione del G7 ma anche con una scelta a lungo termine, il Consiglio comunale ha votato una variante al piano regolatore generale che dispone in sostanza l'ubicazione permanente in zona Bongiovanni dell'elipista, con l'intento di trasformarla da provvisoria a definitiva. L'iter è ancora in fase di valutazione al Cru a Palermo, dove si sta esaminando la richiesta di variante al Prg e il risultato di questo esame potrebbe arrivare nei prossimi giorni. La Soprintendenza, intanto, ha dato corso alla revoca del parere di provvisoria autorizzazione dell'intervento che era stato dato in conferenza dei servizi prima del G7 ed esclusivamente nell'ottica del vertice dei sette grandi. L'atto con il quale la Soprintendenza ordina la messa in pristino dell'area e quindi lo smontaggio dell'elipista segue una prima nota che in precedenza aveva fatto sempre l'ente di Viale Boccetta invitando, allora come adesso, al Comune di Taormina e la Presidenza del Consiglio dei Ministri a rimuovere l'elisuperficie.

La pista, sita accanto alla piscina, invece sinora è rimasta al proprio posto ed è stata utilizzata con finalità d'uso per sanità, per alcuni casi di elisoccorso, nel contesto di una volontà da parte del Comune di tenere attiva la struttura. All'elipista si è anche interessata l'Asp Messina, che sarebbe disponibile ad assumere la gestione dell'area. Il Comune aspetta, a sua volta, la valutazione del Cru per tentare di stoppare la nota della Soprintendenza. Le Belle Arti hanno informato della vicenda anche la Prefettura e la Procura di Messina. Contrarietà alla permanenza dell'opera è stata, infine, espressa dal Cvsm, il Corpo Volontario di Soccorso in Mare, ente gestore della piscina comunale che sorge negli stessi terreni comunali accanto all'elipista. E adesso cosa accadrà? I prossimi giorni, a partire dall'imminente esame del Cru, saranno decisivi per dirimere la querelle e arrivare ad una soluzione, che ci si augura possa far prevalere in ogni caso una necessità reale: c'è bisogno di poter disporre sul territorio di una pista per l'elisoccorso e per salvare bambini e adulti in condizioni critiche. E allora che l'elipista rimanga lì o che venga ripensata altrove, l'esigenza ineludibile è che Taormina non rimanga priva di un punto di emergenza per l'elisoccorso. Diversamente sarebbe una sconfitta per tutti

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