Riflessione dell'avv. Gianni Miasi

Riflessione dell'avv. Gianni Miasi

Riflessione dell'avv. Gianni Miasi

IDDIO ACCECA COLORO CHE VUOLE CHE SI PERDANO

Ho tradotto liberamente una vecchissima massima della mitologia greca ( ma si trova anche nella Scritture), per dare l’idea dello stato in cui si trovano oggi il PD e la società italiana.

Nonostante la batosta terribile subita con il referendum, nonostante le gente comune ( soprattutto al Sud) abbia identificato il PD con le banche e con il potere finanziario, taluni esponenti, con Renzi in testa, vagheggiano rivincite  ed invocano elezioni a brevissimo termine, non comprendendo che, se davvero le elezioni si tenessero a breve essi ne uscirebbero falcidiati.

I  dirigenti di quello che fu il partito  delle classi meno abbienti non si rendono conto di essersi trasformati in una classe di burocrati che ha dimenticato di prestare attenzione alle esigenze della gente comune e si inchina, senza battere ciglio, ai voleri delle banche e dei grandi gruppi finanziari.

A ciò si aggiunga che questo ceto politico, non solo del PD, in linea generale non ha mai lavorato un giorno in vita propria né ha completato gli studi laureandosi: ha scelto fin da ragazzo la politica come mestiere e professione: si fatica poco e si guadagna benino.

Nel 2008 Berlusconi parlava di ristoranti pieni, di italiani perennemente in vacanza mentre la crisi già si era manifestata un tutta la sua crudezza: era, con ogni evidenza, un imbonitore.

Nel 2016 Renzi ha dichiarato ai quattro venti che la crisi era passata, che il benessere già ci aveva raggiunti e vivevamo nel migliore dei modi : è stato anche lui un imbonitore.

I dati che l’Istat e gli Istituti più seri divulgano sono drammatici: nel mezzogiorno d’Italia ( che comprende circa 30 milioni di abitanti) un cittadino su due è alle soglie della povertà, la disoccupazione è oltre il 40% mentre quella giovanile sfiora il 60% , la gente è stremata e non ce la fa più ad arrivare alla metà del mese, figuriamoci alla fine.

I Cinque Stelle, che sembravano rappresentare l’ultima spiaggia democratica per una svolta radicale, si sono già schiantati dimostrando nel banco di prova più importante, ossia il governo della città di Roma, di essere totalmente inetti ed incapaci, rissosi e, come emerge tristemente dalla vicenda del Sindaco, di non andare tanto per il sottile quando ci sono da distribuire posti e prebende.

Milano non sta meglio con un Sindaco, indagato per i fatti dell’Expo, che si è “ autosospeso” una parola dal significato inconsistente, priva di valore giuridico e di senso comune: o si dimette o resta,

La Magistratura fa quello che può ma anche lavorando 24e ore al giorno non ce la farebbe a stare dietro alla corruzione dilagante.

In tale situazione, che non mi pare affatto esagerata ed anzi rappresenta parzialmente  la realtà  (pensiamo agli anziani senza assistenza , ai meno abbienti che non possono accedere alla cure mediche, etc.) il cittadino comune ha voglia di alzare le mani ed arrendersi rinunziando a difendere una democrazia oramai spenta,  grottesca parodia di se stessa,con rituali che grondano ipocrisia da ogni poro, preda di qualche milione di parassiti, mantenuti , corrotti e corruttori, che parlano a vanvera di democrazia sapendo bene che l’unica democrazia che conoscono è quella che mantiene i loro privilegi ed il loro tenore di vita sfacciatamente esagerato.

Qualcuno dirà che questo è qualunquismo: sarà pure ma io mi sono stancato di difendere un albero corroso all’interno, traballante e maleodorante solamente per consentire a chi lo ha reso tale di godere degli immeritati privilegi ancora per qualche anno.

Succeda quel che deve succedere: state tranquilli che all’estero a nessuno passerà per la mente di protestare: sanno troppo bene anche loro che l’albero della nostra democrazia è irrimediabilmente marcio.

Gianni MIASI

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1 Commenti

  • Pippo Sturiale
    domenica 18 dicembre 2016, ore 16:02:13

    Ma la copla di chi è!?
    Io credo che abbiamo la classe politica che ci meritiamo! Noi, invece di chiedere favori dobbiamo (dopo aver fatto il nostro dovere) esigere i nostri diritti. ... e quando votiamo pensiamo bene a cosa facciamo ... solo dopo si può parlare.
    Gianni, ottimismo ... e rompiamo!

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