Trasporto disabili, the end?

Trasporto disabili, the end?

Trasporto disabili, the end?

SANTA TERESA DI RIVA – Fa discutere il piano di zona 2013/15 del distretto socio-sanitario D32 di Taormina (interessa 24 comuni della jonica-alcantara) per quanto riguarda la mobilità sociale, ovvero il trasporto dei disabili gravi e degli anziani con difficoltà pcico-motorie presso i luoghi di cura, terapia e socializzazione, che rischia di essere sospeso dal prossimo marzo. Il piano appena approvato dalla Regione, consta di molte voci tra cui la casa per l'Alzheimer, il fondo anticrisi, l'accoglienza per donne e minori, i laboratori per l'autonomia, e la mobilità sociale. Quest’ultimo è un servizio di trasporto dedicato alla disabilità grave e agli anziani soli, verso i centri diurni, riabilitativi e i luoghi di cura.

La mobilità sociale, già attuata nel precedente PdZ, vista la grande utilità riscontrata è stata proseguita nel PdZ 2010/2012 (quello attualmente in vigore) ed è stata prevista per il successivo PdZ 2013/15. Sono previsti 5 centri di coordinamento presso i comuni di Francavilla, Santa Teresa di Riva, Cesarò, Malvagna e Antillo.

Tutto bene, quindi, se non  fosse che nel nuovo piano di zona il servizio è previsto solo per 12 mesi e per di più nella terza annualità, sarebbe a dire fra tre anni.

Risultato...il 23 marzo finisce il servizio e gli utenti restano a casa per i prossimi tre anni. Ora dal momento che la nostra zona è totalmente scoperta dal punto di vista riabilitazione domiciliare sia pubblica che privata ne consegue che le famiglie che non dispongono di mezzi di trasporto idonei o anziani che non hanno le possibilità economiche di pagare qualcuno per farsi accompagnare si vedranno costretti a lasciare i ragazzi a casa senza terapia, senza socializzazione e senza visite nei centri di cura e gli anziani abbandonati al proprio destino nella solitudine e nell'indifferenza di tutti. L’Associazione “Dispari Onlus” di Santa Teresa di Riva è già sul piede di guerra. La presidente Antonella Aliberti e la vice Natalina Polmo hanno lanciato l’allarme.

“Ci chiediamo quando i politici capiranno che i servizi vanno costruiti sui bisogni e non teorizzati e decisi a tavolino senza una accurata analisi della domanda dei soggetti fruitori. Per fare qualche numero stiamo parlando di circa 70 utenti nel distretto di cui 60 fissi cioè che usufruiscono dei trasporti quotidianamente e una decina solo saltuariamente, per visite ospedaliere prevalentemente, 22 utenti sono soltanto fra S. Alessio e Santa Teresa, per non parlare di tutti quelli che sono rimasti esclusi perché il monte ore della cooperativa Progetto Vita è saturo, anzi vengono erogate anche ore in più non rimborsate. Noi come associazione sebbene già dallo scorso gennaio abbiamo più volte sollecitato un intervento sia del distretto sia degli enti locali, chiediamo adesso con urgenza che la conferenza dei sindaci in seno al gruppo piano si faccia carico delle necessità degli utenti e che trovi in tempi brevissimi la soluzione migliore affinché a nessuno venga negato il diritto alla cura , alla riabilitazione ed alla socializzazione”. 

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