Pagliara, la minoranza attacca il sindaco

Pagliara, la minoranza attacca il sindaco

Pagliara, la minoranza attacca il sindaco

Pagliara – “Cari concittadini, il nostro sindaco che si vanta da sempre di essere vicino alla cittadinanza, di comprendere le crescenti difficoltà economiche delle nostre  famiglie, di non voler assolutamente gravare sulle spalle dei suoi concittadini, recentemente ha pure sprecato carta  e inchiostro per dirci che non avrebbe fatto pagare la Tasi.

Invece, puntuali come ogni anno, sono arrivati i “Regali Natalizi” per la cittadinanza, con l’aumento di altre tasse. Infatti l’amministrazione Prestipino ha deciso di aumentare Tari, Imu e Addizionale Comunale”.

Inizia così un lungo documento che i quattro consiglieri di minoranza,  Santino Di Bella, Francesco Laganà, Loredana Spadaro e Melina Scarcella, hanno sottoscritto e presentato alla cittadinanza. “Sono aumenti proporzionati per un paese piccolo come Pagliara – ha dichiarato l’ex sindaco Santino Di Bella ed ora capogruppo dell’opposizione – anche perchè è un paese quasi tutto di pensionati”.

Nel documento, che altro non è che un duro attacco al sindaco Domenico Prestipino,  sono stati specificati gli aumenti, maturati in questi ultimi anni. Per esempio si passa di un aumento  complessivo delle tasse  di tutta la cittadinanza di 219,305 euro nel 2011 per arrivare a 823,452 euro nel 2014. “Un aumento – scrivono i consiglieri di minoranza – corrispondente a circa 320%”; che l’ex sindaco Di Bella  ha così commentato: “Tutte tasse che gravano sulle spalle dei cittadini di Pagliara, di cui la maggior parte  vive solo di pensione”. Ma non è tutto. Per i quattro consiglieri di opposizione sono stati deliberati dalla giunta Prestipino sproporzionati aumenti anche  per la pubblicità, pubblica affissine ed occupazione spazi ed aree pubbliche (delibera di giunta del 6 agosto 2014). Il documento  così conclude: “Dopo questi aumenti sarebbe stato il minimo garantire e migliorare i servizi. Invece quest’anno,così come per il 2012 e il 2013, di servizi neppure l’ombra”.

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