S.Alessio, è polemica sui residui attivi e i tributi prescritti

S.Alessio, è polemica sui residui attivi e i tributi prescritti

S.Alessio, è polemica sui residui attivi e i tributi prescritti

SANT’ALESSIO - L’approvazione  del bilancio consuntivo, e la discussione in consiglio comunale scaturita a seguito della relazione dell’assessore al bilancio, ed il conseguente dibattito che si è aperto in paese sulla scorta delle dichiarazioni dell’assessore Giuseppe Bartorilla, hanno dato una scossa alla politica alessese.  Dopo avere ascoltato le dichiarazioni dell’assessore Bartorilla e del sindaco Rosa Anna Fichera, ospitiamo oggi una riflessione del presidente del consiglio Giuseppe Pasquale alla quale aggiungiamo una breve chiosa.

“Intervengo – scive Giuseppe Pasquale - in relazione soprattutto alle criticità scaturite dalla presenza in bilancio di residui attivi (e cioè soldi che il comune non ha ancora incassato ma per i quali si è già da tempo provveduto ad emettere i  ruoli ). E’ chiaro quindi che vi è un problema di liquidità per le casse comunali  che non deriva certo da una scarsa capacità di riscossione dell’ente né tantomeno da una cattiva gestione passata. E’ fisiologico - afferma il presidente del consiglio  comunale Giuseppe Pasquale - che il comune avanzi crediti derivanti dai tributi emessi, (vista anche la situazione di crisi economica di cittadini e attività commerciali) per i quali si sta cercando comunque il ripianamento, ma cio’ non è di certo imputabile ad una cattiva gestione delle amministrazioni comunali che si sono seguite nel tempo né alle scarsa capacità di riscossione dell’ente.

Nella relazione dell’ assessore al bilancio ed in quella del revisore dei conti non si è fatta alcuna menzione sull’esistenza di possibili tributi prescritti. Gli uffici preposti, cosi’ come i vecchi amministratori si sono sempre attivati nei tempi e nei modi dovuti”.

Ricordiamo che è stato lo stesso’assessore al bilancio Giuseppe Bartorilla, in una dichiarazione ufficiale, a parlare di criticità e di prescrizione: “«Esistono anche delle criticità, innanzitutto per un'elevata mole di residui attivi, somme che il Comune avrebbe dovuto incassare negli anni precedenti e che non ha incassato. Mi riferisco ai proventi dell'acquedotto comunale, all'Ici, all'Imu e alla Tarsu. E poi ci sono gli oneri di urbanizzazione estinti per prescrizione. Ma c'è dell'altro. Per quanto concerne la gestione in convenzione del depuratore il nostro ente ha incassato soltanto due delle tre rate che avrebbe dovuto introitare in via transattiva fino al 2007 dal Comune di Forza D'Agrò. Per gli anni 2008 e seguenti sono state inoltrate allo stesso Comune forzese le richieste di pagamento, per circa 30mila euro l'anno, a oggi rimaste inevase. Sempre in tema di residui attivi  ho potuto costatare che l'ente gestore di una casa albergo ha pagato soltanto il primo trimestre 2013 del relativo canone di affitto. Il residuo, per lo stesso anno, ammonta a circa euro 59mila euro”.

Parole chiare, ci sembra.

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