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Pericolo esondazione per i torrenti Pagliara e Savoca. Intervento di Francilia

Il torrente Pagliara in piena Pericolo esondazione per i torrenti Pagliara e Savoca. Intervento di Francilia

Furci Siculo – I torrenti Pagliara, Savoca, Fiumedinisi e dell’Agrò continuano ad essere a rischio. Per prevenire possibili esondazioni il consigliere provinciale dell’Udc Matteo Francilia ha inviato una nota al presidente della Provincia on. Nanni Ricevuto per chiedere la convocazione di tutti i sindaci del messinese in modo tale che venga costituito in ciascun comune un ufficio speciale, dotato di personale ed attrezzature specialistiche, per il monitoraggio e la programmazione degli interventi da eseguire nei torrenti al fine di garantirne la messa in sicurezza e la mitigazione del dissesto idrogeologico. Francilia, che più volte si è occupato dell’argomento, è stato sollecitato da vari consiglieri comunali del territorio provinciale e da vari consiglieri di quartiere della città di Messina. “E’ necessaria l’istituzione di un apposito settore nell’ambito di ciascun Ente Comunale che si occupi a tempo pieno e per tutto l’anno delle problematiche complessive riguardanti i torrenti e della loro messa in sicurezza”- dichiara il Consigliere Provinciale dell’UDC Matteo Francilia. “Nei bilanci comunali, infatti, non è previsto alcuno specifico capitolo di spesa relativo alla voce ‘sicurezza dei torrenti’, né tantomeno si è previsto di inserire nella pianta organica il personale specializzato per prevenire tali emergenze. È necessario agire in fretta poiché in quasi tutti i comuni della zona jonica del messinese l’alveo dei torrenti è ormai nettamente superiore al livello dei centri abitati. Vi è un serio rischio di esondazione che ha già messo in pericolo l’incolumità dei cittadini in più occasioni” – incalza Francilia – “basti pensare ai casi eclatanti dei torrenti Savoca, Agrò, Leto, Allume, Scaletta, Mastro Guglielmo e Alcantara. Bisogna anche chiarire che se la responsabilità civile è propria degli enti locali, nella mancanza di interventi per la pulitura degli alvei vi è anche una responsabilità “morale” che ricade su tutti quegli attori che hanno il compito di autorizzarli. Viviamo in un paradosso nel quale alcuni enti, come il Genio Civile, non permettono di asportare nemmeno un granello di sabbia per non sconvolgere l’equilibrio degli ecosistemi ed altri, come la Protezione Civile, possono intervenire solo a disastro avvenuto. Non è possibile” – conclude Francilia – “che si debba aspettare il morto: è necessario creare delle strutture di intervento in ciascun ente locale capaci di svolgere tali attività di prevenzione e manutenzione in modo sistemico”.

sabato 18 febbraio 2012
 

Commenti

Una volta, in maniera selvaggia invero, chi era munito di un motocarro di una rete e di una pala andava al torrente ed asportava la sabbia che serviva già vagliata ed il danno non c'era. Poi l'ingordigia portò i mezzi meccanici e l'asporto diventò considerevole e così pure il danno (il torrente scavava gli argini!) ... si dovette correre ai ripari e vietare ogni asporto. Come al solito (ma ci sono le dovute eccezioni!) la giusta misura sta nel mezzo: basterebbe che persone preparate autorizzassero, nella giusta stagione, interventi di asporto e sistemazione dell'alveo mirati, così come si fa quando della selvaggina diventa troppo numerosa e pericolosa per l'ambiente .... il paragone però non mi piace tanto!

Pippo Sturiale - 19/02/2012 alle 08:27:47

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