Fiumedinisi, chiuse indagini preliminari: 18 indagati

Fiumedinisi, chiuse indagini preliminari: 18 indagati

FIUMEDINISI - Chiuse le indagini sulla presunta speculazione edilizia di Fiumedinisi che aveva portato in carcere lo scorso 29 giugno il sindaco on. Cateno De Luca, il fratello Gino, il funzionario comunale rag.Pietro D’Anna ed il presidente della commissione edilizia ing. Benedetto Parisi.

All’on. De Luca sono contestati i reati di abuso d'ufficio, tentata concussione e falso. Nel provvedimento di chiusura delle indagini figurano anche i nomi degli altri 14 indagati compresi l'ex componente della giunta comunale di Fiumedinisi Pietro Bertino, il vice sindaco Grazia Rasconà, l’ex l'assessore Paolo Crocé. Ci sono poi componenti della commissione edilizia comunale Renzo Briguglio, Angelo Caminiti, Roberto Favosi, Fabio Nicita, Francesco Carmelo Oliva e l’attuale sindaco di Alì Carmelo Satta coinvolto nell’inchiesta quale presidente del Cda della Fenapi, la struttura d'assistenza creata dall'on. De Luca. L'inchiesta riguarda vicende risalenti al periodo compreso tra il 2004 e il 2010. A seguito di un esposto la Procura iniziò ad indagare su un programma di opere di riqualificazione urbanistica e incentivazione dell'occupazione. Ma quasi tutti gli interventi eseguiti miravano a favorire De Luca e i suoi familiari. Al centro delle indagini della Polizia Municipali i lavori per la costruzione di un albergo con annesso centro benessere della società "Dioniso srl", l'edificazione di 16 villette da parte della coop "Mabel", e la realizzazione di muri di contenimento del torrente Fiumedinisi. Secondo l’accusa gli indagati avrebbero agevolato l'ex sindaco De Luca, mediante l'approvazione della variante al Prg, per la realizzazione dell’albergo di contrada Vecchio con i finanziamenti per la messa in sicurezza del torrente e del "Contratto di Quartiere II". Subito dopo l’arresto l’on. Cateno De Luca si dimise da sindaco di Fiumedinisi, comune che attualmente è retto da un commissario regionale. Successivamente all’on. De Luca vennero concessi gli arresti domiciliari, revocati il 19 luglio ma con il divieto di dimora a Fiumedinisi. Venerdì scorso, su istanza degli avvocati Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi, il gip Daria Orlando aveva revocato il divieto di dimora all’on De Luca, al fratello Tindaro detto “Gino”, al funzionario dell'Ufficio tecnico Pietro D'Anna ed al presidente della Commissione edilizia Benedetto Parisi. Ora si attende l’udienza davanti al gup che deciderà sulla archiviazione o il rinvio a giudizio.

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